
Cetara è il primo e il più pittoresco paese della Costiera Amalfitana. Adagiato nel seno di una profonda vallata ai piedi del Monte Falerio nell’architettura mediterranea a volte e archi dei suoi grappoli di case, di vicoli e scalinate, ha mantenuto integre tutte le caratteristiche di antico borgo marinaro. Già nel toponimo – che deriverebbe da cetus (cetaceo) o da cetaria (tonnara: impianto a posta fissa per la cattura dei tonni) o da cetarium (stabilimento per la salagione e conservazione del pesce) si coglie lo stretto legame dei suoi abitanti col mare e la millenaria tradizione di pesca e lavorazione del pescato.
Agli inizi del 900 a.c. a Cetara si insediò una consistente comunità di Saraceni lasciando tracce evidenti nel patrimonio edilizio e nella vocazione marinara. Nel 1533 Cetara fu devastata da una razzia guidata da Sinan Pascià, un nobile siciliano convertito all’Islam.
Nella metà del XX secolo molti cetaresi impiantarono le attività di pesca e conservazione del pescato sul litorale nord-africano, per poi trasferirle nella Francia meridionale, in massima parte a Sete, città gemellata con Cetara, ove esiste una comunità di circa 20.000 cetaresi.


